15 ottobre. Il bivio per l’Italia. Con Massimo Mazzucco

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#Speciale di giovedì 7 ottobre alle 18 di #100GiorniDaLeoni insieme a Massimo Mazzucco. 15 ottobre. Il bivio per l’Italia. Sostieni il nostro lavoro!

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  1. Per quanto riguarda Trieste, voglio ribadire il fatto che Trieste non è Italia, ma Territorio Libero di Trieste. Il Governo italiano amministra questo territorio, ma l’Italia non ha alcuna sovranità. Tale amministrazione è in vigore ai sensi e per gli effetti del Memorandum d’intesa di Londra del 5 ottobre 1954 nonché del Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 (DlgsCPS n. 1430 del 28 novembre 1947 – Esecuzione del Trattato di Pace fra l’Italia e le Potenze Alleate ed Associate firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, pubblicato in G.U. del 24 dicembre 1947, n. 295, S. O. e successivamente ratificato con L. 3054/1952.) con il quale l’Italia ha perso la sovranità sul Territorio Libero di Trieste e del corpus normativo di diritto italiano che retifica ed esegue gli obblighi giuridici internazionali della Repubblica Italiana e del Governo italiano verso l’attuale Free Territory of Trieste e quello concessi verso gli altri Stati e verso le Nazioni Unite. L’attuale Free Territory of Trieste e la Repubblica italiana sono perciò due Stati con diverso ordinamento giuridico, che condividono provvisoriamente lo stesso Governo in due funzioni differenti.
    Per tali motivi il Governo italiano è tenuto a rispettare due ordini diversi di obblighi internazionali conseguenti verso il Free Territory of Trieste, verso tutti gli altri Stati e verso le Nazioni Unite: gli obblighi della Repubblica Italiana stabiliti dal Trattato di Pace e gli obblighi stabiliti dal mandato di amministrazione fiduciaria.
    Entrambi i trattati sono tutt’ora in vigore recepiti obbligatoriamente dalla repubblica italiana, che gli ha inseriti nella propria costituzione, agli articolo 10 e 117, Costituzione che obbliga i cittadini italiani e i funzionari dello Stato italiano al rispetto delle leggi della costituzione e di conseguenza dei trattati sopra citati.

    Per quanto riguarda le elezioni italiane nel Territorio Libero di Trieste, oltre alle cause contro il governo italiano, c’è un’opposizione in corso contro le elezioni italiane illegittime in questo territorio. Ogni atto che presupponga o affermi la sovranità dello Stato italiano sul Territorio Libero di Trieste amministrato, viola, oltre il diritto internazionale, anche l’ordinamento italiano, incorrendo nella contraddizione logico-giuridica insanabile per cui non è possibile applicare un ordinamento giuridico violandolo. L’opposizione alle elezioni italiane a Trieste ha basi giuridiche solidissime sia nel diritto internazionale che in quello italiano e naturalmente nel diritto dello stesso Territorio Libero di Trieste.

    Il Trattato di Pace di Parigi ha stabilito la cessazione della sovranità italiana su Trieste a partire dalla sua entrata in vigore il 15 settembre 1947: da allora il Territorio Libero di Trieste è sottoposto ad un apposito regime di governo provvisorio che prevede anche le legittime elezioni e le legittime tasse del nuovo Stato indipendente e sovrano. Nel 1954, assumendosi gli obblighi derivanti dal Memorandum di Londra, il Governo italiano si è assunto l’obbligo davanti ai Governi degli U.S.A. e del Regno Unito, quali amministratori primari per conto dell’ONU, nonché rispetto al nuovo Stato, di rispettare l’integrità e l’indipendenza dell’attuale Territorio Libero di Trieste. Lo Stato italiano non ha quindi il diritto di simulare la propria sovranità su Trieste e sul suo porto franco internazionale per sottoporli a tasse abnormi ed elezioni illegittime.

    Vi ricordo che il Porto Franco Internazionale di Trieste non è un porto italiano, ma è un ente di Stato dell’attuale Territorio Libero di Trieste, uno Stato indipendente costituito all’entrata in vigore del Trattato di Pace con l’Italia firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 (i governi degli Stati Uniti e Regno Unito hanno conservato il mandato primario di amministratori civile e militare, mentre il governo (e non lo Stato) italiano continua ad esercitare il sub-mandato da essi rilevato).
    L’articolo 34 dell’allegato VI di tale Trattato attiva il Porto Franco internazionale di Trieste:
    “Sarà istituito un porto franco nel Territorio Libero e sarà amministrato in base alle disposizioni di uno strumento redatto dal Consiglio dei Ministri degli Esteri, approvato dal Consiglio di Sicurezza e allegato al presente Trattato (Allegato VIII). Il Governo del Territorio Libero di Trieste adotterà tutte le leggi necessarie ed effettuerà tutti i passi necessari per attuare questo strumento.”
    Lo stesso governo italiano, nel luglio 2017 ha emesso un decreto per la gestione amministrativa dei punti franchi del Porto Franco di Trieste nel quale ha dovuto riconoscere che esercita l’amministrazione provvisoria dell’attuale Free Territory of Trieste e del suo porto franco internazionale.

    Vi ricordo anche che il Porto franco di Trieste è l’unico porto franco del mondo in cui tutti gli Stati hanno il diritto a commerciare, depositare e lavorare le proprie merci senza discriminazioni e senza tasse, pagando solo i servizi. 
    L’attuale Free Territory of Trieste e la Repubblica italiana sono due Stati con diverso ordinamento giuridico, che condividono provvisoriamente lo stesso Governo in due funzioni differenti.
    Per tali motivi il Governo italiano è tenuto a rispettare due ordini diversi di obblighi internazionali conseguenti verso il Free Territory of Trieste, verso tutti gli altri Stati e verso le Nazioni Unite: gli obblighi della Repubblica Italiana stabiliti dal Trattato di Pace e gli obblighi stabiliti dal mandato di amministrazione fiduciaria.

    Credo che, se fate contro-informazione, dovreste iniziare a raccontare la verità e non fare finta di niente o continuare a dire che Trieste è Italia.
    I lavoratori del Porto Franco Internazionale lo sanno benissimo, come tutti i triestini, e sanno che lo Stato italiano non ha nessun potere soprattutto all’interno del Porto Franco Internazionale che oltretutto è extra UE come tutto il Territorio Libero di Trieste.

    Saluti
    Barbara Mapelli

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