Il prof. Giuseppe Di Bella a #100GiorniDaLeoni

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#Speciale​ di #100GiorniDaLeoni​ di mercoledì 12 maggio alle 19. Saremo in compagnia di un grandissimo ospite: il prof. Giuseppe Di Bella. Insieme a suo padre Luigi, inventarono “il metodo Di Bella” per curare il cancro. Seguiteci su Telegram https://t.me/centogiornidaleoni

Giuseppe Di Bella è stato primario di chirurgia maxillofaciale e primario ORL nel 1975. Dal 1975 al 1984 è responsabile del servizio ORL presso l’ospedale di Budrio-Bologna. Dal 1984 svolte attività libero professionista. Dal 1968 a oggi ha svolto circa 15.000 interventi in anestesia generale nell’ambito della specialità ORL.

2 Comments

  1. Bisogna unire le forze se vogliamo ottenere qualcosa, c’è bisogno di sinergia.
    La Redazione di ComeDonChisciotte.org riceve e pubblica il comunicato stampa del neocostituito Fronte del Dissenso:

    “Oltre cento tra associazioni civiche, mediche, di avvocati, comitati territoriali e movimenti politici, dichiarano solennemente di unirsi al fine di coordinare la loro azione a livello locale e nazionale.
    Sappiamo di essere diversi, di possedere differenti identità. Il momento drammatico che vive il nostro Paese ci spinge alla cooperazione e all’unità, affinché si possa, tutti insieme, liberarci dallo Stato d’emergenza e da un regime che si va trasformando in una vera e propria dittatura.
    Molto è ciò che ci unisce. L’amore per la Patria, la fedeltà alla Costituzione del 1948, la difesa della sovranità nazionale e popolare, l’idea della democrazia reale basata sulla consapevole e attiva partecipazione dei cittadini alla vita politica, i valori della giustizia
    sociale, della fratellanza tra i popoli e della solidarietà reciproca. Ci unisce il principio che il popolo ha il diritto-dovere di rovesciare il governo quando questo diventa tirannia.
    Con l’arrivo del nuovo governo la situazione è peggiorata, sia dal punto di vista sociale ed economico che dal punto di vista dei diritti civili. Con la leggenda della “distruzione creativa” centinaia di migliaia di piccole e medie aziende falliranno, moltissimi perderanno il lavoro. Il Mezzogiorno e intere zone del Paese saranno condannate ad un inesorabile declino. In nome
    dell’Unione europea il governo (vedi le condizioni capestro degli “aiuti” di Bruxelles) cederà gli ultimi brandelli di sovranità lasciando che l’Italia diventi preda delle multinazionali e della finanza predatoria.
    Fondamentali diritti sociali, democratici e umani continuano ad essere calpestati ogni giorno: ci viene infatti impedito di lavorare, di circolare, di manifestare liberamente, di socializzare, di scegliere come vogliamo curarci. Il governo non solo riconferma la violazione dell’habeas corpus imponendo l’obbligo vaccinale (compresi i bambini). Sempre ubbidendo all’Unione europea sta cercando di istituire un regime di apartheid che prevede, per chi rifiuti legittimamente di vaccinarsi, la privazione di essenziali diritti civili e umani. In queste condizioni non resistere, equivale a diventare collusi con gli abusivi che ci governano. Chi ci
    comanda teme la crescita dell’opposizione popolare e per questo ci vuole divisi. Contro chi sta in alto dobbiamo quindi unire tutti coloro che stanno in basso.
    Ci diamo come compiti immediati lo stop all’obbligo vaccinale per il personale sanitario e la cancellazione della legge che anticipa il “passaporto vaccinale”.
    Sosteniamo quindi tutte le multiformi mobilitazioni in corso e quelle che verranno attuate nelle prossime settimane portando i nostri contenuti:
    1) La fine immediata dello stato d’emergenza ripristinando lo stato di diritto le libertà e i diritti costituzionali a cominciare dal lavoro;

    2) L’adozione delle esistenti cure contro il Corona Virus attraverso le reti di
    assistenza domiciliare;

    3) No all’obbligo vaccinale, libertà di scelta terapeutica, a fianco dei medici che tengono fede al giuramento di Ippocrate;

    4) Il rifiuto del passaporto sanitario, che priverebbe tanti cittadini di fondamentali diritti di libertà;

    5) La riapertura immediata delle scuole e di tutte le attività imprenditoriali, lavorative e commerciali e di tutti i luoghi della cultura e dello sport;

    6) Indennizzi adeguati alle categorie, ai lavoratori, alle Partite Iva, falcidiati dai lockdown;

    7) Moratoria sul 5G contro il capitalismo della tecnosorveglianza;

    8) La difesa della libera informazione contro le censure.

    Non ci fermeremo qui. Il nostro è un impegno che va oltre questa stagione. Con i metodi di una disobbedienza civile ben organizzata ci batteremo affinché sia posto fine allo Stato d’emergenza e cacciati gli abusivi al potere.
    La nostra lotta si concluderà solo quando avremo ottenuto la definitiva liberazione nazionale e torneremo ad essere donne e uomini liberi.
    Chiunque condivide le nostre idee è benvenuto nella nostra solidale comunità.”

    Per adesioni e contatti:

    [email protected]

  2. USA: aziende responsabili per reazioni a vaccini obbligatori

    OSHA-USA: i datori di lavoro possono essere responsabili per “qualsiasi reazione avversa” conseguente a vaccinazioni obbligatorie.
    È anche possibile che i datori di lavoro che impongono la vaccinazione ai dipendenti vengano ritenuti legalmente responsabili di violazione di una legge federale.

    Patrick Delaney – LifeSiteNews – 10 maggio 2021

    WASHINGTON, D.C.- L’Amministrazione federale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (OSHA) ha avvisato i datori di lavoro che se dovessero chiedere ai dipendenti di farsi somministrare vaccini sperimentali con terapia genica anti-Covid, eventuali successive reazioni avverse sarebbero considerate “correlate al lavoro” e il datore di lavoro potrà esserne ritenuto responsabile

    L’OSHA ha rilasciato la sua nuova guida il 20 aprile nella sezione “Domande frequenti” del suo sito web che tratta la conformità alla sicurezza Covid-19.

    La domanda chiede se un datore di lavoro che obbliga i dipendenti a sottoporsi a questa vaccinazione sperimentale anti-Covid è tenuto a registrare qualsiasi evento avverso come risultato di questa vaccinazione. Tali obblighi di registrazione di gravi lesioni e malattie legate al lavoro possono non solo lasciare un datore di lavoro vulnerabile alle richieste di risarcimento dei lavoratori, ma tali incidenti potrebbero anche avere un impatto sul record di sicurezza del datore di lavoro.

    La domanda e la risposta per intero:

    D. Se richiedo ai miei dipendenti di farsi somministrare il vaccino Covid-19 come condizione per l’impiego, le reazioni avverse al vaccino sono registrabili?

    R. Se richiede ai suoi dipendenti di essere vaccinati come condizione di impiego (cioè, per motivi legati al lavoro), allora qualsiasi reazione avversa al vaccino COVID-19 è legata al lavoro. La reazione avversa è registrabile se è un nuovo caso secondo il [Codice di Registrazione Federale] 29 CFR 1904.6 e soddisfa uno o più dei criteri generali di registrazione di cui al 29 CFR 1904.7.

    Questo chiarimento arriva mentre un numero crescente di datori di lavoro cerca di imporre questi vaccini sperimentali, nonostante la possibile illegalità. Il Wall Street Journal (WSJ) ha riportato questa tendenza iniziale in vari campi, tra cui operatori di macchine, impiegati, camerieri di ristoranti e personale medico.

    “La rete Houston Methodist Hospital sta rendendo obbligatori i vaccini sia per i dipendenti esistenti che per i nuovi assunti, salvo esenzioni“, ha scritto Chip Cutter del WSJ. “Quelli che non si conformano saranno dapprima sospesi senza stipendio, e poi licenziati“.

    Secondo il nuovo chiarimento dell’OSHA, questi datori di lavoro possono essere ritenuti responsabili per le lesioni derivanti/conseguenti a tali obblighi.

    Per esempio, Janet More, 39 anni, infermiera ausiliaria, è morta lo scorso Capodanno nelle 48 ore successive ad una di queste vaccinazioni. Secondo suo fratello, lei aveva almeno l’impressione “che fosse un vaccino obbligatorio che doveva fare per il suo lavoro”.

    Un caso simile riguarda la triste fine di Sara Stickles, 28 anni, specialista in nutrizione all’ospedale Swedish American di Rockford, Illinois, morta appena cinque giorni dopo la seconda somministrazione di uno dei vaccini a terapia genica mRNA. Anche lei aveva la chiara impressione che la vaccinazione fosse richiesta dal suo datore di lavoro.

    Mentre il National Childhood Vaccine Injury Act del 1986 protegge i produttori farmaceutici da qualsiasi responsabilità dovuta a lesioni o morte causate dai loro prodotti (cosa che molti americani hanno detto essere significativamente problematica in sé), scenari come questi potrebbero ancora lasciare i datori di lavoro che richiedono queste vaccinazioni responsabili di danni significativi.

    Ed eventi avversi correlati a questi vaccini non sono rari. I dati rilasciati venerdì scorso dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) rivelano che tra il 14 dicembre 2020 e il 30 aprile è stato segnalato passivamente, al sistema di segnalazione primaria del governo degli Stati Uniti (VAERS), un totale di 157.277 eventi avversi compresi 3.837 morti e 16.014 lesioni gravi.

    Mentre la causalità non è esplicitamente confermata attraverso il sistema VAERS, non si può però pensare che vengano segnalati tutti gli eventi avversi. Infatti, uno studio del 2010 ha rilevato che “meno dell’1% delle lesioni da vaccino” viene segnalato al VAERS, suggerendo che il numero effettivo di morti e lesioni dovute a queste sostanze sperimentali è significativamente più alto.

    Inoltre, è anche possibile che i datori di lavoro che richiedono queste vaccinazioni possano essere ritenuti legalmente responsabili di violazione della legge federale. Secondo l’America’s Frontline Doctors (AFLDS), “la legge federale vieta che siano resi obbligatori” i farmaci approvati solo per l’uso di emergenza. L’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA) della Food and Drug Administration degli Stati Uniti afferma specificamente che gli individui devono avere la libera “opzione di accettare o rifiutare” questi vaccini. Molti sostengono che la prospettiva di essere licenziati dal proprio lavoro rifiutando tali vaccini certamente mina tale necessaria libertà.

    Pertanto, gli avvocati Mary Holland, presidente di Children’s Health Defense, e Greg Glaser hanno avvertito lo scorso gennaio che i datori di lavoro e le università che cercano di disapplicare le norme EUA e tentano di imporre tali vaccinazioni a dipendenti e studenti “rischiano verosimilmente di perdere eventuali azioni legali”.

    Al fine di assistere le persone che desiderano opporsi a tale richiesta da parte dei propri datori di lavoro, scuole o università che richiedono somministrazioni di vaccini Covid-19 sperimentali, l’AFLDS ha fornito un modello di lettera che può essere inviata a questi enti e persone mettendoli al corrente della loro vulnerabilità legale.

    “La legge è chiara. Un vaccino sperimentale non può essere obbligatorio”, si legge nell’introduzione. E il testo, redatto in seconda persona all’autorità mandante, afferma: “Qualsiasi datore di lavoro, scuola pubblica, o qualsiasi altra entità o persona che impone vaccini sperimentali su qualsiasi essere umano non è esente dalla responsabilità per qualsiasi danno risultante. Mentre i produttori di vaccini possono essere protetti dalla responsabilità, la vostra istituzione non è protetta, e nemmeno voi”.

    Il team legale dell’Informed Consent Action Network sta anche offrendo supporto alle persone che si trovano in questa difficile posizione. Maggiori informazioni qui.

    Link: https://www.lifesitenews.com/news/employers-may-be-liable-for-any-adverse-reaction-from-mandated-coronavirus-shots-osha

    Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

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