Il momento della maggioranza silenziosa

La situazione attuale è irreversibile, e siamo destinati a vivere a breve all’interno di una società distopica sul modello cinese, oppure esiste ancora qualche margine di azione? Esiste ancora qualche speranza concreta che il processo si arresti?” I media e il governo hanno voluto impostare tutta la narrativa corrente su di una fittizia contrapposizione tra “no-x” e “pro-x”, ma tale dicotomia risulta oltremodo semplicistica, una dicotomia ideata appositamente per creare un contrasto tra la popolazione. Questa “lotta tra poveri” è utile affinchè lo scontro si concentri tra la vittime e il malcontento non trovi come sbocco la reale origine dei problemi, ovvero i governanti stessi e le loro fallimentari misure. Ma questo dovrebbe essere ormai evidente.Così come è errata la percezione generale, comune soprattutto tra coloro che nei confronti delle decisioni del governo sono critici, che la grande maggioranza della popolazione sostenga le misure liberticide in questione.In realtà, se proprio una semplificazione si vuole fare per analizzare la posizione della popolazione, i gruppi oggetto di studio andrebbero meglio inseriti in tre grandi raggruppamenti.

Vi è una prima percentuale, che si aggira tra un 20% e un 30%, di persone pronte ad accettare qualsiasi misura arrivi dalle autorità, disposte a credere ad ogni versione comunicata dai media per mezzo dei “tecnici” elevati al rango di esperti/oracoli. Questa parte della popolazione non dubiterà mai delle “versioni ufficiali”, nemmeno quando l’asserzione propagandata in un preciso momento contraddice totalmente quella di poche ore prima, non si porrà alcuna domanda nemmeno quando la “verità” elargita nega la sua premessa (es°: la variante x non viene contrastata dai vaXXini, QUINDI occorre procedere con le terze dosi per contrastare il diffondersi della variante x).Questa parte della popolazione, che rappresenta un fenomeno universale, che va al di là del periodo che stiamo vivendo, vive in uno stato che potremmo definire “infantile”: come i bimbi necessita di una autorità che in ogni momento ne guidi le scelte, ha bisogno di un potere forte e di “esperti” riconosciuti dal potere stesso che continuamente diano indicazioni sul come portare avanti la propria vita. Come gli infanti cercano autorità e sicurezza, e come i bambini piccoli che vedono nei genitori dei supereroi onnipotenti, da cui sanno di dipendere totalmente, ritrovano nell’autorità quel bisogno di dipendenza da cui non si sono mai affrancati.

Per queste persone la versione del governo e gli ordini che esso impartisce sono l’unica realtà a cui fare affidamento: hanno del tutto delegato, inconsciamente, il loro spirito critico, e vivono in totale dipendenza dal volere dell’autorità.In tempi normali queste persone vivono una vita anche “felice”, per i loro standard, occupandosi della propria famiglia e delle proprie passioni nella consapevolezza che il “potere-padre-padrone” provvede alla loro sicurezza e si interessa dell’organizzazione delle strutture sociali di grande scala, quelle troppo complesse affinchè possano essere i singoli cittadini ad occuparsene.Sul versante opposto troviamo un’altra percentuale, che potrebbe variare a sua volta tra un 20 e un 30%, composta da persone allergiche alle troppe imposizioni delle autorità, che antepongono la propria libertà d’azione a qualsiasi altra cosa.Si tratta di persone naturalmente diffidenti verso le autorità, consapevoli degli interessi in gioco laddove si esercita il potere, che tendenzialmente mettono alla prova qualsiasi “verità” venga calata dall’alto, prima di accettarla o respingerla.
Non si tratta né di santi né di eroi, così come non tutti coloro facenti parte del precedente gruppo sono “persone malvagie”. Si tratta di avere una caratteristica nel proprio animo, che può essere usata bene o male.In ogni caso, nella situazione attuale questa ultima percentuale è composta da coloro che hanno individuato più chiaramente le incongruenze della narrativa ufficiale, che dati alla mano sono arrivati alla conclusione che quello a cui stiamo assistendo rappresenta una deriva di un potere che usa una “emergenza sanitaria” quale scusa per imporre una stretta autoritaria sulle popolazioni. Chi fa parte di questo gruppo a sua volta ha affrontato le imposizioni in modi diversi: c’è chi a malincuore, con rabbia o disperazione ha ceduto per evitare la perdita del lavoro e l’indigenza, chi sta resistendo sfruttando fino all’ultimo qualsiasi scappatoia il potere conceda (esenzioni, tamponi a oltranza…), e chi ha deciso di tirarsi fuori da tutto seguendo unicamente i propri principi, a prescindere da ogni conseguenza (questi ultimi rappresentano una piccolissima minoranza dentro la minoranza).

Fin qui abbiamo una rappresentazione abbastanza veritiera dei due gruppi che stanno agli “antipodi”, e le percentuali potrebbero anche variare.Ma a grandi linee la situazione va posta in questi termini. Queste considerazioni potrebbero essere fini a se stesse, se non venissero prese in esame per dare una risposta al quesito fondamentale di questo periodo: la situazione attuale è irreversibile, e siamo destinati a vivere a breve all’interno di una società distopica sul modello cinese, oppure esiste ancora qualche margine di azione?Esiste ancora qualche speranza concreta che il processo si arresti?Se una risposta c’è, questa passa necessariamente dall’analisi del terzo gruppo in ballo.Il terzo gruppo, composto da una percentuale che va da un 40 ad un 60% della popolazione, è rappresentato da tutti coloro che hanno come priorità il quieto vivere, consapevoli che nella vita occorre fare dei compromessi, consci del fatto che i governanti sono in gran parte composti da persone poco oneste, ma che accettano queste realtà come lo stato naturale delle cose.Queste persone sin dall’inizio di questa epopea hanno avuto parecchi dubbi, ma tendenzialmente si sono adeguate alle disposizioni del governo, anche quando le trovavano insensate o peggio odiose, proprio in nome del quieto vivere.Questa parte della popolazione è tendenzialmente silenziosa.

Mentre gli “infantili” aizzati dal “padre-potere” accusano ad alta voce i “dissidenti” di ogni male, e mentre i “dissidenti” denunciano in ogni occasione la deriva totalitaria, chi sta nel mezzo semplicemente osserva.Timorosi di apparire “estremisti” nel caso espongano i propri dubbi, in un momento in cui vi è una demonizzazione generale perpetrata a scapito degli scettici accusati di ogni nefandezza, i “moderati” accettano a malincuore ogni ulteriore imposizione, ma sempre con un crescente fastidio.Se questa grande parte della popolazione che sta nel mezzo dovesse raggiungere il punto di rottura, il loro passaggio nel “campo” dei dissidenti sarebbe repentino come quello di un fiume che rompe gli argini di una diga.La vera questione quindi al momento gira intorno al grado di sopportazione di questa maggioranza silenziosa che sta nel mezzo.Chi sta al potere sa bene che un punto di rottura esiste, ma sa anche che tale limite può venire spostato sempre più lontano introducendo le imposizioni in modo graduale.Quello che al momento ci resta da fare, una delle poche speranze ormai di interrompere il corso degli eventi, in apparenza inarrestabile, è fare in modo che la maggioranza silenziosa raggiunga la consapevolezza che il quieto vivere a cui, giustamente anche, tiene, verrà presto sconvolto se non si agisce ora.Uno dei metodi concreti di azione consiste, ad esempio, nel rifiuto della terza dose.Basterebbe che tutti coloro che hanno subito effetti avversi dalle prime due inoculazioni si rifiutassero di fare la terza, per quanto possibile. E non si tratta solo di coloro che hanno avuto effetti avversi gravi, che pur in migliaia, decine di migliaia, rappresentano ancora una minoranza facilmente silenziabile. Si parla dei milioni di casi di chi è andato incontro a malanni gravi ma che sfuggono alle statistiche.Persone che hanno avuto mal di testa per settimane, donne che hanno subito gravi alterazioni del ciclo, tutti coloro che hanno sviluppato dolori e sintomi di stanchezza diventati cronici.Più saranno coloro che di volta in volta rifiuteranno il trattamento genico, coloro che prendono sempre più consapevolezza della deriva in atto, e più il piano ideato dai governi subirà intoppi. Se quel piano ideato, che ormai si è palesato e dovrebbe essere evidente a tutti coloro che hanno un minimo di senso critico, procederà, le conseguenze le subiremo tutti, anche coloro che al momento pensano di guadagnare tempo con delle piccole, o grandi, enormi, vitali, cessioni.

Carlo Brevi

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