Volti coperti e sguardi bassi. La mascherina è appartenenza.

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Volti coperti. Sguardi bassi. Passi veloci. Muscoli contratti. Paura del contatto. La mascherina è appartenenza. La mascherina è paramento liturgico di un nuovo culto. La mascherina è moda. Griffata, colorata, con le iniziali, con la stampa di frasi motivazionali. Acquista per tuo figlio la mascherina del suo supereroe preferito!!! Mandalo a scuola in sicurezza. La mascherina ti accompagna ovunque. Basta portarla con sé. Sotto il mento, sul gomito, in tasca, sullo specchietto retrovisore dell’auto. Come un talismano. Come un marchio di riconoscimento. Ne ” La peste” Albert Camus scrisse: ” Tarrou fece entrare Rambert in una stanza piccolissima, tutta piena d’armadi. Egli ne aprì uno, ne trasse da uno sterilizzatore due maschere di garza idrofila, ne porse uno a Rambert invitandolo a coprirsene. Il giornalista domandò se servisse a qualcosa, e Tarrou rispose di no, ma che dava sicurezza agli altri.” La mascherina è un simbolo. La mascherina è illusione di protezione, è moderno altruismo. È da lei che tutto è iniziato. È da lei che tutto ha avuto origine. La mascherina dunque è il principio. Il principio della fine. È l’uomo che perde il suo volto, è la massa che prende il posto dell’individuo. È l’abitudine, è il comportamento. È la tassa da pagare sull’ossigeno. La mascherina è il vessillo, sporco ed insalubre, raffigurante la sconfitta dell’uomo moderno.

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